Azienda di catering a Milano: cosa valutare per un evento corporate

Gastronomia Civelli • 1 giugno 2026

Cerchi un'azienda di catering a Milano per un evento corporate? Ecco criteri concreti per scegliere un partner puntuale, flessibile e curato.

Quando devi organizzare un evento aziendale a Milano — che sia un meeting con i dirigenti, un open day, una fiera o una presentazione del prodotto — la scelta dell’azienda di catering fa la differenza tra un’esperienza impeccabile e una giornata piena di frizioni. Non basta “mangiare bene”: servono puntualità, coordinamento, cura per l’immagine del brand e una gestione fluida degli ospiti. Ecco i criteri concreti per selezionare il partner giusto, con un focus operativo sul contesto B2B.

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  • Esperienza nel corporate e casi d’uso simili al tuo: un fornitore può avere ottimo cibo ma non l’abitudine a timeline serrate, badge check, service window di 15 minuti e flussi di centinaia di persone. Chiedi esempi specifici: fiere, convention, board meeting, open day, workshop. Valuta se hanno gestito format comparabili per numero di ospiti, spazi disponibili e livello di rappresentanza richiesto.
  • Affidabilità operativa e puntualità: nel B2B l’orario è non negoziabile: welcome coffee pronto prima dell’apertura porte, coffee break servito e liberato nei tempi, buffet rifornito senza code. Verifica come pianificano consegne scaglionate, allestimento, presidio in sala e ritiro. Un partner solido propone un cronoprogramma chiaro e referenti univoci per ogni fase.
  • Qualità gastronomica e coerenza col brand: il menu deve unire gusto, stagionalità e presentazione elegante. In ambito corporate funziona ciò che è pratico da servire e consumare: finger food puliti, monoporzioni ordinate, piatti caldi che reggono servizio e tempi, dolci in formato business-friendly. Valuta se sanno raccontare l’origine delle materie prime e proporre alternative veg, gluten free e senza lattosio senza creare “menu di serie B”.
  • Flessibilità e personalizzazione del menu: niente listini rigidi: un’azienda di catering davvero B2B parte dall'obiettivo dell’evento, profilo degli ospiti, durata e vincoli di location. Chiedi come modulano proposte tra coffee break essenziale, light lunch, buffet elegante o aperitivo rinforzato, e come gestiscono variazioni last minute su numeriche e diete.
  • Gestione allergeni e inclusività: la conformità non è un dettaglio. Pretendi schede ingredienti, cartellini allergeni in chiaro e procedure per evitare contaminazioni. Chiedi come distribuiscono le opzioni speciali per non isolare gli ospiti con esigenze particolari e come garantiscono parità di qualità e impiattamento.
  • Allestimento, flussi e materiali: un servizio corporate cura tavoli, altezze, percorsi e segnaletica per minimizzare code e affollamenti. Valuta tovagliati, espositori, scaldavivande, isole bevande, raccolta differenziata e gestione rifiuti. Un buon partner propone layout con ingressi/uscite, punti di rinforzo e presidi mobili in base alla planimetria.
  • Personale di sala e coordinamento: il valore si vede nel team: divise curate, servizio discreto, attenzione al dettaglio, rapidità nel riordino. Chiedi rapporto staff/ospiti, ruoli (maître, addetti rinforzo, runner, presidio allergeni), brief pre-evento e un responsabile unico con telefono operativo sempre raggiungibile.
  • Logistica a Milano e provincia: Milano richiede conoscenza di ZTL, accessi, carico/scarico, ascensori merci, tempi cantiere e permessi. Un fornitore abituato alla città effettua sopralluoghi, pianifica finestre di consegna, prevede margini di sicurezza e ha mezzi idonei per mantenere temperatura e integrità dei piatti.
  • Scalabilità e continuità di servizio: per fiere e convention serve capacità di erogare più slot nello stesso giorno, rifornimenti programmati, piani B per imprevisti (traffico, meteo, extra ospiti). Chiedi come garantiscono la stessa qualità al primo e all’ultimo servizio e come gestiscono incrementi del 10-20% sul numero dei partecipanti.
  • Trasparenza economica e preventivo confrontabile: pretendi un’offerta dettagliata con voci separate: menu, bevande/caffetteria, personale, allestimento e materiali, trasporto, eventuali sopralluoghi, extra orari, smaltimento. Solo così confronti alternative in modo equo e puoi intervenire sulle leve giuste per ottimizzare il budget senza compromettere la resa.

Invia i dettagli di data, sede, numero ospiti e format: prepariamo una proposta su misura per la tua azienda.

COME VALUTARE I FORMAT PRINCIPALI

  • Welcome coffee e colazione aziendale: rapidità di servizio, caffetteria efficiente, dolce/salato bilanciato, frutta fresca; tutto pronto prima dell’arrivo ospiti.
  • Coffee break: quantità corrette per evitare sprechi ma garantire refill, bevande calde e fredde, opzioni leggere; 15 minuti netti tra inizio e fine.
  • Light lunch: piatti pratici, bilanciati e non “sonnolenti”; alternanza caldo/freddo; posate e flussi pensati per consumi in piedi o seduti informali.
  • Buffet elegante e aperitivo rinforzato: finger ben impiattati, isole tematiche, alcuni piatti caldi “comfort” per sostituire la cena; attenzione alla mise en place.
  • Lunch box: soluzione ideale per spazi ridotti, logistica su stand o sessioni strette; packaging personalizzabile, etichette chiare e gestione quantità su grandi numeri.
  • Fiere e stand: rifornimenti scaglionati, corner staff/ospiti separati, discrezione del servizio in presenza di clienti e stampa; pulizia continua.

CHECKLIST RAPIDA PER SCEGLIERE IL PARTNER

  • Hanno casi aziendali simili al tuo con referenze verificabili?
  • Presentano un piano logistico e un cronoprogramma dettagliati?
  • Offrono menu personalizzati con gestione allergeni certificata?
  • Includono allestimento, materiali e personale con ruoli chiari?
  • Sono trasparenti su costi e condizioni (extra, orari, rifiuti)?
  • Propongono un referente unico operativo e sopralluogo?

ERRORI DA EVITARE

  • Scegliere solo sul prezzo: spesso nasconde tagli su personale e allestimento, le prime cause di code e disservizi.
  • Menu “scenografici” ma scomodi: creme, salse e bocconi instabili complicano il networking e sporcano mise e badge.
  • Sottostimare le quantità di bevande e caffetteria: genera code e ritardi, peggiorando la percezione complessiva dell’evento.
  • Ignorare i vincoli della location: ascensori piccoli, percorsi lunghi, assenza di punti acqua o corrente richiedono piani ad hoc.

COME OTTIMIZZARE IL BUDGET SENZA PERDERE QUALITA'

  • Definisci il format più efficiente: light lunch o aperitivo rinforzato possono sostituire la cena seduta con ottimo impatto.
  • Riduci la varietà superflua concentrandoti su piatti “signature” eseguiti alla perfezione.
  • Pianifica tempi e flussi per limitare personale extra nelle ore di punta.
  • Usa lunch box o isole tematiche per grandi numeri e spazi ridotti, con impatto visivo curato ma costi sotto controllo.

PERCHE' SCEGLIERE UN'AZIENDA STORICA E ARTIGIANALE A MILANO

Un partner con cucina artigianale, menu su misura e forte presidio logistico a Milano unisce tre elementi chiave: qualità del cibo, eleganza del servizio e puntualità. La capacità di modulare proposte tra coffee break, light lunch, buffet, lunch box e aperitivo rinforzato, mantenendo coerenza con l’immagine del brand, è ciò che rende un evento corporate davvero riuscito.

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Autore: Gastronomia Civelli 5 giugno 2026
Come valutare un catering per eventi aziendali a Milano: menu, servizio, logistica e dettagli che fanno riuscire meeting, fiere e open day.
12 maggio 2026
Fare la spesa al mercato in primavera è un’esperienza molto appagante fatta di colori, profumi e gusti che risvegliano i nostri sensi. Nei banchi dell’ortofrutta ritroviamo finalmente le zucchine di campo dolci e croccanti, gli asparagi e l’asparagina dal gusto erbaceo e caratteristico, i pisellini novelli nel loro baccello (da sgranare a casa e mangiare anche crudi) e le fragole italiane rosse, dolci e succose. Noi della Gastronomia Civelli amiamo seguire le stagioni in cucina ed è per questo che andiamo ogni mattina prestissimo al mercato ortofrutticolo a scegliere queste primizie da usare come ingredienti nei piatti che vi offriamo ogni giorno. Gli ingredienti di maggio che amiamo di più Zucchine Versatili, delicate e perfette per mille preparazioni. Le usiamo grigliate, nelle creme, nei ripieni e anche nei panini primaverili. Asparagi Sono uno dei simboli della primavera. Il loro gusto erbaceo caratteristico aggiunge carattere ai risotti, alle torte salate e soprattutto al ripieno dei ravioli freschi, che prepariamo con cura qui in gastronomia. Piselli freschi in baccello Dolci, teneri e profumati. I pisellini di maggio sanno subito di cucina di casa. Dopo averli sgranati e lessati velocemente si possono usare come ripieno per pasta fresca, oppure nelle vellutate e contorni semplici… Tutte ricette che ricordano i pranzi in famiglia. Fragole italiane Le fragole si trovano ormai tutto l’anno nei supermercati. Ma quelle italiane (principalmente della Basilicata) che si trovano ora al mercato hanno un profumo e una dolcezza che non hanno pari. Perfette da consumare come frutta a fine pasto, sono ottime anche come ingrediente per preparare dolci morbidi e profumati o rivisitazioni di ricette della tradizione, come vedremo fra poco. I suggerimenti di Domenico: come condire i nostri ravioli freschi Per chi ancora – stranamente – non lo conoscesse Domenico è uno dei protagonisti principali della nostra cucina. Si occupa della preparazione di molti piatti che offriamo ogni giorno in gastronomia, ma il suo forte sono senza dubbio i primi. “Quando la materia prima è buona, bisogna accompagnarla senza coprirla.”, ci svela Domenico con il suo inconfondibile accento pugliese. Ed è per questo ci ha suggerito due condimenti semplici ma pieni di gusto per i ravioli con ripieno di asparagi e quelli con zucca e caprino preparati da noi naturalmente. Ravioli di asparagi Il suo consiglio? Una crema di asparagi morbida e vellutata, con speck croccante e scamorza filante. Un condimento avvolgente ma equilibrato, perfetto per esaltare il gusto delicato del ripieno. Ravioli di zucca e caprino Qui invece Domenico punta sulla freschezza: crema di zucchine e mandorle, delicata e leggermente croccante, capace di accompagnare la dolcezza della zucca e la delicatezza del caprino. I ravioli freschi con ripieno di asparagi e con zucca e caprino si possono acquistare qui da noi gastronomia, pronti da cucinare a casa con condimento piacere. Il “Panino del Blog” di Alessandro Per chi lavora in ufficio, per una pausa pranzo al parco o per un picnic improvvisato, Alessandro – che da anni trovate al bancone della nostra gastronomia – ha pensato a un panino che sa davvero di primavera. Ingredienti del “Panino del Blog” bresaola zucchine grigliate feta nocciole miele Sapido, fresco, leggermente croccante e con quella punta dolce che lo rende diverso dal solito. Passate in gastronomia e chiedete ad Alessandro il “Panino del Blog” e poi fateci sapere com’è! Il dolce di Sara: tiramisù alle fragole Anche la nostra Sara non ha bisogno di presentazioni, ma un segreto ve lo vogliamo svelare: ha un debole per i dolci e ama prepararli sperimentando sempre nuovi ingredienti e ricette. Quando le abbiamo chiesto di suggerirci un dolce che profumasse di primavera non ha avuto dubbi: “Il tiramisù alle fragole”, ci ha detto con un grande sorriso. Un dolce semplice, ma gustoso, perfetto per chiudere il pranzo con leggerezza. Lo trovate spesso tra le nostre proposte del giorno. La cucina di stagione, fatta come una volta Ogni stagione porta con sé ingredienti e ricette sempre diverse che ritrovate nei nostri menù e piatti che vi offriamo quotidianamente. Per scoprire i nostri menù del giorno, seguiteci sui social (Facebook e Instagram) o scriveteci via whatsapp al 350 1611994. E naturalmente vi aspettiamo qui da noi in gastronomia.
9 febbraio 2026
Nella nostra gastronomia, la cassoeula non è soltanto un piatto invernale: è una memoria viva. A raccontarla è Marisa, storica proprietaria insieme al marito Giorgio. Oggi non lavorano più in bottega con noi, ma la loro presenza si sente in ogni profumo che arriva dalla cucina. «La ricetta risale alla mia mamma», racconta Marisa. «Ogni anno c’era il ritrovo, una vera festa. Era così buona che mio marito, che faceva il salumiere, se la sogna ancora oggi. E mio nipote radunava gli amici per una serata speciale». La cassoeula , insomma, è sempre stata un piatto capace di creare comunità, di unire tutti, prima in casa e poi in gastronomia. Quella della mamma di Marisa aveva una caratteristica sorprendente: «Lei non ha mai sgrassato nulla, eppure era digeribile». Un equilibrio naturale, frutto dell’esperienza e del rispetto della materia prima. Marisa ha continuato su quella strada, adattando solo le quantità: «Io ho proseguito, ma in dosi più abbondanti». Perché quando si cucina per gli altri, bisogna essere sempre generosi. Nel tempo, anche un piccolo consiglio ha trovato spazio nella ricetta che proponiamo ancora oggi ai clienti: «Il nostro Alessandro ci ha suggerito di sfumarla con un po' di grappa, per renderla ancora più digeribile. E sembra che funzioni davvero». Gli antenati lo dicevano chiaramente: la cassoeula si mangia a gennaio, quando le verze hanno preso il gelo . «Solo allora sono perfette», spiega Marisa. La ricetta è quella classica: verze, verdure, salsiccia, cotenne, puntine e l’alloro che arriva direttamente dall’orto di Marisa. Ad accompagnare il piatto, immancabile, la polenta fumante. «Quella viene da Papà Antonio», ricorda Marisa con affetto. «Il papà di Giorgio. Aveva il mulino e di farine se ne intendeva davvero». «Noi preparavamo in casa anche la salsiccia. Seguivamo la classica ricetta della salsiccia monzese. Insaccata nel suo budello naturale grazie a un attrezzo rudimentale a manovella, quello che si usava una volta». Oggi noi della Gastronomia Civelli portiamo avanti questa storia con rispetto e passione. La cassoeula resta la stessa: un piatto che non segue le mode, ma le stagioni e la memoria. E che, anno dopo anno, continua a raccontare la storia della nostra famiglia e della nostra Milano.
6 agosto 2025
D’estate, quando il caldo non ci dà tregua, alcuni pensano che i formaggi debbano andare in vacanza e sparire dalle nostre tavole. Ma in realtà non è così! In questo articolo ti sveleremo qualche trucco per conservarli bene e gustarli al meglio con i giusti abbinamenti. Ogni anno quando arriva l'estate i nostri clienti ci chiedono: “Ma questo formaggio va messo in frigo?” Noi rispondiamo sempre di sì, ma con criterio, perché i formaggi non amano le temperature troppo basse, ma nemmeno il caldo eccessivo. L'ideale sarebbe conservarli a una temperatura di 4-6 gradi Celsius. Temperatura abbastanza fresca da rallentare la crescita dei batteri, ma non così bassa da farli indurire troppo. In questo modo il formaggio resterà fresco e gustoso. Qualche altra dritta per conservare i formaggi al meglio: Per avvolgerli usa carta stagnola con certificazione MOCA oppure carta pergamena. Tienili separati per tipo: i freschi devono stare con i freschi, gli stagionati con gli stagionati ecc. Questo perché profumi e sapori non devono mescolarsi mai. Vanno tenuti lontano dagli odori forti perché li assorbono facilmente e si altera anche il sapore. Come servire i formaggi in estate per gustarli al meglio Tira fuori dal frigo i formaggi una mezz’oretta prima di portarli a tavola. In questo modo svilupperanno i loro profumi caratteristici e si ammorbidiranno. Idee per un tagliere estivo gustoso ll tagliere di formaggi è sempre una buona idea per un antipasto godurioso o un aperitivo sfizioso. Ecco qualche dritta per comporlo: Formaggi freschi: robiola, stracchino, crescenza, caprini sono perfetti abbinati a frutta fresca o composte, marmellate e mieli. Provali per esempio con fichi freschi, uva, miele millefiori o marmellata di fragole. Morbidi e cremosi: taleggio, brie, camembert, bagoss... Prova a servirli con pane rustico ai cereali e semi, verdure grigliate e qualche oliva taggiasca. Stagionati dal gusto deciso: parmigiano e pecorino per esempio. Da abbinare a frutta secca o una composta di cipolle. Come utilizzare i formaggi in cucina per le tue ricette estive Insalate fresche: con feta o primo sale, anguria e menta per una versione più moderna della classica insalata greca. Panini gourmet: pane integrale, ricotta vaccina fresca, melanzane grigliate, pomodorini e un filo d’olio extra vergine di oliva. Pasta fredda: con dadini di caciotta, pomodorini e basilico. In conclusione: I formaggi si possono consumare tranquillamente anche in estate. La cosa importante è sapere come conservarli nel modo corretto e come servirli. Passa in gastronomia per assaggiare e acquistare i formaggi selezionati dai nostri produttori di fiducia. Ti sveleremo qualche altro segreto su come conservarli correttamente e come servirli per stupire i tuoi ospiti!
10 luglio 2025
Nella nostra gastronomia c'è un piatto che rappresenta al meglio la nostra passione per la cucina autentica: il vitello tonnato di papà Giorgio . La nostra versione di questo grande classico piemontese nasce da una ricetta che si tramanda da generazioni nella nostra famiglia. Il segreto? La cottura sottovuoto a bassa temperatura nel brodo, che rende la carne tenerissima e succulenta, mantenendo inalterato tutto il gusto delicato del vitello. Una volta cotto, il vitello viene affettato finemente e condito con la nostra salsa tonnata, a base di maionese fresca preparata ogni giorno dal nostro Alessandro, e tonno di qualità, lavorati insieme per creare una salsa vellutata e ricca che avvolge alla perfezione ogni fetta. A completare il piatto, qualche frutto del cappero, noto anche come cucuncio, che esalta il piatto con una nota fresca e leggermente sapida. Il vitello tonnato di papà Giorgio è un piatto che proponiamo tutto l'anno, ma è durante l'estate e le festività che è apprezzato particolarmente dai nostri clienti. Lo sapevate? Le origini del vitello tonnato risalgono al '700, legate alla tradizione piemontese. Si racconta che il tonno venisse inizialmente usato come alternativa più economica alle acciughe, a quell’epoca considerate un ingrediente pregiato. Potete gustare il nostro vitello tonnato direttamente in gastronomia, ideale per una pausa pranzo veloce ma ricca di gusto, oppure ovunque vogliate grazie al nostro servizio di asporto e consegna a domicilio, perfetto per cene a casa o picnic estivi. Inoltre, su richiesta, lo proponiamo anche in versione finger food, ideale per eventi aziendali o feste private, dove ogni dettaglio fa la differenza.
16 giugno 2025
Nella nostra gastronomia c’è un piatto che resiste al tempo e alle mode: l’insalata russa. Da oltre mezzo secolo, è la protagonista indiscussa del nostro banco. Ma perché un piatto così semplice, all’apparenza, conquista da generazioni i nostri clienti? Una storia che arriva da lontano Nonostante il nome, l’insalata russa ha origini incerte. Secondo una delle tante versioni, sarebbe nata nella seconda metà dell’Ottocento a Mosca, all’interno del ristorante Hermitage, grazie all'intuizione del celebre chef belga Lucien Olivier. La ricetta originale era sontuosa e ricca di ingredienti ricercati poi con il tempo si è “democratizzata” e adattata alle tavole europee, arrivando così anche in Italia dove è stata reinterpretata con il gusto e la sobrietà della cucina tradizionale. A Milano, l’insalata russa è poi diventata nel tempo una presenza fissa nei pranzi delle feste e nei buffet delle grandi occasioni. La nostra ricetta tradizionale L’insalata russa che proponiamo da decenni segue la ricetta tradizionale milanese, con qualche piccola variante. Ingredienti: Patate a cubetti Carote Piselli freschi Cetrioli Capperi Acciughe E, naturalmente, la nostra maionese gustosa e delicata preparata in casa dal nostro Alessandro. Perché i clienti la amano Il segreto della nostra insalata russa tanto amata dai nostri clienti? La cottura perfetta delle verdure, la maionese vellutata che avvolge tutto senza coprire i vari sapori e acciughe e capperi che danno quel gusto in più. E poi l'insalata russa è un comfort food che sa di casa ma anche di festa. I nostri clienti ci dicono spesso: “È come quella che faceva la mia mamma” oppure “Mi fa venire in mente le feste in famiglia”. Passate a trovarci per assaggiare la nostra insalata russa e fare un piccolo viaggio nel tempo tra i ricordi di famiglia più belli. Vi aspettiamo!
mezze maniche al pistacchio
26 febbraio 2025
Oggi 26 febbraio si celebra il World Pistacchio Day , la giornata dedicata a sua maestà il pistacchio, protagonista in cucina di tantissime ricette dolci e salate. Per l’occasione, nella nostra gastronomia proponiamo un piatto speciale a base di questo fantastico ingrediente: mezze maniche con pesto di pistacchio, melanzane e ricotta dura . Un’esplosione di sapori che vi conquisterà al primo assaggio! E siccome oggi ci sentiamo particolarmente buoni, vogliamo condividere con voi la ricetta di famiglia (segretissima fino ad oggi) di questa bontà, in modo che la possiate replicare anche a casa. Ingredienti (per 4 persone) 320 g di mezze maniche 100 g di pistacchi sgusciati, non salati 50 g di parmigiano grattugiato 80 ml di olio extravergine d'oliva 1 spicchio d'aglio (opzionale) Basilico fresco (qualche foglia per profumare il pesto) 2 melanzane piccole 80 g di ricotta dura Sale e pepe q.b. Preparazione 1. Per prima cosa dovrete preparare il pesto di pistacchio. In un mixer mettete insieme i pistacchi, il parmigiano, l’olio extravergine d’oliva, il basilico e, se vi piace, uno spicchio d’aglio e frullate il tutto fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Se necessario, aggiungete un po’ d’acqua per ammorbidire il composto. 2. Poi dovrete tagliare le melanzane a tocchetti, impanarle e friggerle in una padella antiaderente con olio caldo abbondante. Una volta pronte, mettetele da parte. 3. A questo punto bisogna bollire la pasta in abbondante acqua salata. Mi raccomando conservate un mestolo di acqua di cottura prima di scolare le mezze maniche. 4. È ora di mantecare il tutto. Versate la pasta scolata nella padella con il pesto di pistacchio e un po’ di acqua di cottura per amalgamare bene il condimento. Mescolate fino a ottenere una crema. 5. Ora potrete impiattare le mezze maniche al pesto con le melanzane fritte e un'abbondante grattugiata di ricotta salata. Una spolverata di pepe nero e qualche pistacchio tritato per completare il piatto. E buon appetito! Le mezze maniche con pesto di pistacchio, melanzane e ricotta dura sono un piatto perfetto per un pranzo speciale o per celebrare al meglio il World Pistacchio Day . E se volete provarlo senza mettervi ai fornelli, passate oggi in gastronomia da noi: lo abbiamo preparato per voi insieme a tante altre specialità a base di pistacchio che troverete nel menù del giorno. Vi aspettiamo!
focacce con diversi impasti
21 febbraio 2025
C’è un profumo che, forse più di tutti, riesce a mettere d’accordo grandi e piccini: quello del pane appena sfornato. Ma qui nella nostra gastronomia, non ci accontentiamo. Le nostre focacce e pizze sono una vera istituzione, preparate con cura, passione, materie prime di qualità e lievitazioni lunghe per garantirvi sempre il massimo del gusto. Ogni giorno vediamo clienti che entrano con la scusa di "prendere solo un pezzettino”. Ma sapete una cosa? Poi tornano per un altro… e un altro ancora! Perché quando un lievitato è fatto bene, è impossibile resistergli. Ma scopriamo insieme cosa rende le nostre focacce e pizze così speciali!
pan dei Morti con zucchero a velo e cacao
30 settembre 2024
Da qualche giorno qui alla Gastronomia Civelli potrete trovare il Pan dei Morti, dolce tipico milanese e Lombardo, che si consuma tradizionalmente in occasione della festa dei morti, da cui prende il nome. Noi lo prepariamo da sempre seguendo la ricetta tradizionale e con ingredienti di qualità scelti con cura da noi. Ingredienti Vi serviranno farina, zucchero, lievito, albumi, spezie (noi usiamo la cannella), frutta secca (uvetta, mandorle e fichi secchi) e frutta candita (noi usiamo scorze di arancia, cedro, fichi, pera) e il cacao amaro. Il Pan dei Morti ha la caratteristica forma ovale schiacciata e allungata alle estremità ed è di colore più o meno scuro a seconda della quantità di cacao usata. Procedimento Per prima cosa bisogna mettere l'uvetta a bagno in acqua tiepida per una quindicina di minuti. Quando sarà diventata morbida, scolatela, strizzatela e infarinatela. In una ciotola mescolate la farina setacciata con il lievito, lo zucchero, il cacao, la frutta secca e candita e la cannella. Mescolate bene e poi aggiungete gli albumi. L’impasto deve essere morbido, ma non appiccicoso. Lavorate bene il composto poi suddividetelo in palline alle quali sarete una forma ovale e schiacciata. Trasferite i dolcetti in forno. Fate cuocere a 190° per 30 minuti circa. Sfornate i Pan dei Morti e cospargeteli con zucchero a velo. Il nostro consiglio Fateli riposare per un paio di giorni prima di gustarli. E buon appetito! Naturalmente se non avete voglia e tempo di mettervi in cucina, potete semplicemente venire alla Gastronomia Civelli e chiedere il nostro Pan dei Morti. Siamo convinti che vi piacerà tantissimo! Vi aspettiamo!
torta di mele gastronomia Civelli
Autore: Gastronomia Civelli 6 agosto 2024
I nostri dolci di mele che più amate: strudel di mele, tarte tatin di mele, mele al cartoccio.
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